fbpx
Via Luigi Einaudi 26, Cagliari
070 4671512
info@bottegadelmondocagliari.it

Le nostre scelte alla luce della Laudato Sì: un appuntamento non più rinviabile – Prima Parte

L’ENCICLICA

Con la Laudato Si per la prima volta la Chiesa Cattolica si è apertamente schierata, in maniera inequivocabile, sui temi della salvaguardia del Creato.

Fare una Enciclica sulla Ecologia non era per nulla scontato e quindi occorre ringraziare il Papa per questo.

Intendiamoci, i temi dei nuovi stili di vita, del rispetto del Creato, della cura dell’ambiente, una riflessione critica sul modello di sviluppo imperante, non sono argomenti totalmente nuovi all’interno della Chiesa: già diversi Papi nel passato, durante i loro interventi, si erano fatti sentire in merito, così come diversi gruppi, associazioni, realtà ecclesiastiche sono da decenni impegnate su questi temi: la stessa Caritas Diocesana di Cagliari è da ormai diversi anni tra le realtà locali in assoluto più impegnate su questi temi dal punto di vista divulgativo e di coinvolgimento dei giovani.

LA NOVITÀ

A seguito dell’emanazione della Laudato Si, tutta la Chiesa, e quindi tutti i suoi fedeli, sono ora esplicitamente chiamati a una presa di coscienza, ossia rendersi conto che:

– la fame e la povertà non sono frutto del caso e che hanno raggiunto dimensioni inaccettabili che portano milioni di persone a cercare nella migrazione una ancora di salvezza;

– Madre Terra si sta ammalando;

– gli eventi climatici avversi stanno rendendo arduo continuare a vivere in diverse regioni del pianeta e anche per questo tante persone si vedono costrette ad abbandonarle;

– il futuro del genere umano è a rischio.

Questa è la rivoluzione della Laudato Sì!

Questi sono i temi con i quali, da ora in poi, ogni credente, ogni cattolico si deve inevitabilmente confrontare.

DA DOVE PARTIRE PER FARE TUTTO CIÒ?

I NUMERI DELL’INGIUSTIZIA

La prima cosa da fare è provare a prendere confidenza e coscienza dei numeri dell’ingiustizia e della catastrofe in corso:

– Il 10% più ricco della popolazione mondiale (circa 630 milioni di persone) è responsabile di circa il 52% delle emissioni globali di anidride carbonica degli ultimi 25 anni, a causa dei suoi consumi e del suo stile di vita. (Fonte: Rapporto di Oxfam e Stockholm Environment Institute pubblicato nell’autunno del 2020)

– Tre delle persone più ricche del mondo (gli statunitensi Bezos, Bill Gates e Warren Buffett) detengono la metà della ricchezza di tutto il Popolo americano. Nei primi quattro mesi di pandemia da Covid-19, hanno ottenuto, dalle loro attività economico-finanziarie, un guadagno di 374 miliardi. Per contro, nello stesso periodo, 31milioni di statunitensi hanno perso il lavoro. (Fonte: Americans for Tax Fairness (ATF) e Institute for Policy Studies (IPS) – autunno 2020; Corriere della Sera “Covid, miliardari sempre più ricchi con la pandemia. Ecco come fanno i soldi” di Milena Gabanelli – Ottobre 2020)

– Due miliardi di persone vivono in condizioni di insicurezza alimentare, ossia soffrono la fame (Fonte: Rapporto Onu sull’alimentazione 2020)

– 811 milioni di persone soffrono la fame e oltre 2 milioni di bambini muoiono ogni anno a causa della malnutrizione (Fonte: Rapporto 2021 sullo «Stato della Sicurezza alimentare e della Nutrizione nel Mondo» SOFI 2021)

– Nel mondo, 1 persona su 3 non ha accesso all’acqua potabile (Fonte: Rapporto Unicef – Oms – Giugno 2019)

– 4 miliardi e 200 milioni di persone non hanno accesso ai servizi igienici e ai servizi sanitari (Fonte: Rapporto Unicef – Oms – Giugno 2019)

– Nel 2019 sono stati spesi, nel mondo, 1917 miliardi di dollari in armamenti, pari a 4 milioni di dollari al minuto (Fonte: SIPRI di Stoccolma)

– Nel 2019, l’Italia ha speso 27 miliardi di Euro in armamenti, pari a 72 milioni di Euro al giorno (Fonte: SIPRI di Stoccolma)

– In Italia, il 10% più ricco della popolazione possiede oltre 6 volte la ricchezza della metà più povera della popolazione (Fonte: rapporto Oxfam “Disuguitalia 2020”)

– Un singolo volo spaziale, cioè quelli organizzati dalle agenzie private per i “super-ricchi”, produce più emissioni di quelle prodotte, in un anno, dalle persone più povere del pianeta (Fonte: Nafkote Dabi, responsabile delle politiche climatiche di Oxfam, Novembre 2021)

– Tra il 1998 e il 2017, il Mondo ha pianto 526mila vittime a causa di quasi 12 mila eventi climatici estremi, in particolare alluvioni, frane, tempeste e ondate di caldo; nello stesso periodo, in Italia, sono morte circa mille persone, a causa di eventi di questo tipo (Fonte: Global Climate Risk Index del 2019)

– i numeri dell’ultimo rapporto IPPC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico – anno 2021), sono impietosi e, oltre a elencare minuziosamente i dati della crisi climatica in corso (incremento progressivo e sempre più rapido delle temperature, del fenomeno di scioglimento dei ghiacciai, delle aree incolte, ecc.), indica inequivocabilmente le attività umane quali responsabili della crisi climatica. La cosa ancora più ingiusta è che tali attività umane sono per la stragrande maggioranza condotte dal suddetto “10% più ricco della popolazione mondiale” e che, allo stato attuale, le principali vittime di questi stravolgimenti climatici, in termini di danni ricevuti e di vittime, sono le popolazioni mediamente più povere del pianeta, ossia quelle che vivono nella zona equatoriale, nella fascia tropicale e nell’artico e che sono meno responsabili di questa situazione.

COME SIAMO ARRIVATI A TUTTO QUESTO?

Viviamo in un sistema globale, mondiale, economico e soprattutto finanziario e militarizzato che pesa enormemente sull’ecosistema.

Chi conta, chi decide le sorti del mondo oggi, sono le banche, i grossi gruppi finanziari.

Sono loro che

– decidono dove investire i nostri soldi, a chi prestarli e per cosa usarli

– finanziano i partiti politici e le loro campagne elettorali

– controllano buona parte degli organi di informazione e dei posti di potere

– prestano i soldi ai mercanti delle armi nell’ambito di un’opera di reciproca tutela.

È la prima volta che l’essere umano si trova a vivere questa esperienza, a vivere in un mondo di questo tipo in cui la finanza appare contare di più della politica.

Un esempio recentissimo, a tal proposito, è rappresentato dal presidente degli Stati Uniti, in teoria l’uomo più potente del pianeta.

Durante il vertice globale sul clima Cop26, che si è concluso a Glasgow lo scorso 12 novembre, Joe Biden ha promesso che gli Stati Uniti avrebbero “dato l’esempio” agli altri paesi in fatto di riduzione di emissioni di CO2 e lotta ai cambiamenti climatici.

Dopo appena alcuni giorni, lo stesso Biden si è smentito.

Il governo statunitense ha infatti rinnovato 18 contratti di locazione per altrettante miniere di carbone (una delle fonti fossili più inquinanti secondo l’Agenzia internazionale dell’energia), consentendo la prosecuzione delle estrazioni per almeno un altro decennio.

Ha inoltre accolto 13 richieste di riduzione delle royalties che le miniere di carbone pagano al governo federale per operare su terreni pubblici. 

Tutto ciò in aperto contrasto anche con gli impegni che Joe Biden aveva preso durante la campagna elettorale con i propri elettori.

Nella migliore delle ipotesi, la cosa che viene da pensare è che, una volta tornato a casa da Cop26, qualcuno (i finanziatori della sua campagna elettorale?) abbiano ricordato al presidentissimo, con una sonora tirata di giacca, i suoi “impegni segreti” con loro, con buona pace dei milioni di comuni elettori americani che lo hanno votato pensando a una svolta rispetto all’era trumpiana.

E se non si assiste a un giro di boa realmente ambientalista in un paese che fa della democrazia la sua bandiera, tanto meno ce lo possiamo aspettare da paesi che sono agli antipodi della democrazia e che allo stato attuale sono tra i principali inquinatori del pianeta (ad es. la Cina).

È ormai chiaro che al centro dell’agenda politica dei principali leader politici del mondo non vi è il futuro del nostro pianeta e della razza umana e che quindi la svolta, almeno nell’immediato, non può venire da loro.

<< Non credo che il Pianeta sia in pericolo, ma noi lo siamo >> (Il Nobel per la Fisica Giorgio Parisi agli studenti universitari della Sapienza di Roma, Novembre 2021)

La politica dobbiamo riportarla in alto, ossia metterla sopra l’economia, come dice Papa Francesco. Ma al momento dobbiamo prendere atto che, considerati i tempi ridotti a disposizione per salvare il nostro pianeta (gli scienziati ci danno tempo sino al 2030 per tenere l’innalzamento della temperatura entro 1,5 °C ), pur non dovendo rinunciare a esercitare pressioni su di essa o addirittura a impegnarsi al suo interno, non appare essere la migliore soluzione su cui riporre le nostre speranze.

<<la politica è la più alta forma di carità che un cristiano può svolgere>> (Paolo VI)

LA SOLUZIONE PIÙ IMMEDIATA PUÒ VENIRE INVECE DALLA GENTE COMUNE

È la gente che si deve organizzare, che deve costituirsi in movimento critico, che deve prendere coscienza della situazione, imparare una nuova maniera di vivere e intraprendere nuove strade.

È ora di considerare inaccettabile la frase: << Ma io non ci posso fare niente! >>

Se ci rendiamo attori, tutti insieme, di gesti semplici e radicali, alla portata di tutti, possiamo diventare motore inarrestabile del cambiamento e salvare il nostro mondo, le generazioni future.

By Andrea Perra

Una risposta.

  1. Gabriella ha detto:

    Riflessioni interessanti, grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: